Distacco di Retina: classificazione, diagnosi e trattamenti
Il distacco di retina si verifica quando la retina, che riveste la parte interna e posteriore dell’occhio, si solleva o si separa dai tessuti che la sostengono e la nutrono. Questa condizione può compromettere la vista se non viene riconosciuta e trattata in tempo.
In particolare, la retina è un tessuto sottilissima, spessa meno di mezzo millimetro, composta da cellule specializzate chiamate fotorecettori. Queste cellule trasformano la luce che entra nell’occhio in segnali nervosi che vengono inviati al cervello attraverso il nervo ottico, permettendoci di vedere forme, colori e dettagli.
Si può immaginare la retina come la “pellicola” di una macchina fotografica o il sensore di una fotocamera digitale: se non funziona correttamente, l’immagine non si forma e la vista può risentirne. Per quanto possa sembrare preoccupante, oggi il distacco di retina può essere diagnosticato precocemente e trattato con tecniche moderne e sicure.
Grazie a queste tecnologie avanzate, nella maggior parte dei casi è possibile preservare o recuperare la capacità visiva, riducendo al minimo i rischi e le complicazioni.
Classificazione e fattori di rischio
Il distacco di retina non è una condizione unica: ne esistono tre principali tipologie, che si distinguono in base alla causa. Comprendere questa classificazione è utile, perché proprio dall’origine del problema dipendono anche le possibili terapie.
• Distacco regmatogeno
È la forma più comune. Nasce dalla presenza di una piccola rottura o foro nella retina, attraverso cui il vitreo liquefatto penetra e solleva la retina. I fattori di rischio principali sono la miopia elevata, l’età avanzata con i cambiamenti del vitreo, i traumi oculari o alcuni interventi chirurgici.
• Distacco trazionale
È meno frequente e si verifica quando la retina viene “tirata” da tessuti fibrosi interni all’occhio. La causa più tipica è la retinopatia diabetica proliferante, ma può manifestarsi anche dopo gravi infiammazioni o interventi oculari complessi.
• Distacco essudativo
In questa forma non vi è alcuna rottura: il distacco si verifica per l’accumulo di liquido sotto la retina. Può essere legato a patologie infiammatorie, tumori oculari o disturbi vascolari. In ogni caso, è importante sottolineare che, sebbene i sintomi iniziali possano sembrare simili, la causa di base è diversa e di conseguenza anche il trattamento sarà personalizzato in base alla tipologia di distacco.
Sintomi
I sintomi del distacco di retina trazionale ed esseduativo dipendono dalla causa che poi ha generati: solitamente si associano entrambi ad una riduzione visiva e macchie scure nel campo visivo.
Il distacco di retina regmatogeno invece può manifestarsi con sintomi improvvisi, che il paziente non deve sottovalutare. I più comuni sono:
• Lampi di luce (fotopsie): brevi bagliori, soprattutto in ambienti scuri o con movimenti dell’occhio.
• Mosche volanti (miodesopsie): punti o filamenti neri che sembrano galleggiare nel campo visivo.
• Ombre o zone scure (scotoma): la comparsa di una “tenda nera” o di un’ombra che copre parte del campo visivo è un segnale importante.
È bene ricordare che la presenza di lampi o mosche volanti non significa sempre distacco di retina: spesso si tratta di fenomeni benigni legati al vitreo.
Tuttavia, quando questi sintomi compaiono in modo improvviso o si associano a un’ombra sul campo visivo, è fondamentale eseguire al più presto una visita oculistica. Intervenire precocemente permette infatti di salvaguardare la vista nella maggior parte dei casi.
Diagnosi
Riconoscere un distacco di retina è oggi più semplice e sicuro che mai grazie agli strumenti diagnostici moderni. La valutazione inizia con una visita oculistica approfondita, durante la quale lo specialista osserva attentamente il fondo dell’occhio.
In particolare si utilizzano:
• Biomicroscopia alla lampada a fessura: consente di esaminare con grande dettaglio la retina e il vitreo.
• Oftalmoscopia indiretta: permette di visualizzare l’intero fondo dell’occhio e identificare eventuali rotture o distacchi anche in periferia.
Se necessario, si ricorre a strumenti avanzati come:
• OCT (tomografia a coerenza ottica), che permette di visualizzare gli strati della retina con grande dettaglio.
• Ecografia oculare, utile quando il distacco è esteso o quando il fondo dell’occhio non è completamente visibile.
Grazie a questa combinazione di esame clinico e imaging moderno, la diagnosi è precisa e immediata, permettendo di programmare rapidamente il trattamento più adeguato per proteggere la vista.
Trattamento
Il trattamento del distacco di retina dipende dalla tipologia e dalla gravità del distacco stesso. Poiché ogni forma ha una causa differente, le strategie terapeutiche sono specifiche e personalizzate per ogni paziente.
Però, in ogni caso, un elemento che li accomuna è la tempestività dell’intervento: quando la retina si solleva, le cellule retiniche ricevono meno ossigeno e nutrienti, e intervenire rapidamente aumenta notevolmente le possibilità di recupero visivo completo.
Infatti, grazie agli strumenti diagnostici avanzati e alle moderne tecniche chirurgiche, è possibile scegliere la strategia più adatta per ogni paziente e ottenere risultati eccellenti anche nei casi più complessi, riducendo al minimo i rischi per la vista.
Distacco regmatogeno
Poiché il distacco regmatogeno è causato da un foro o una rottura nella retina, il trattamento ha come obiettivo principale chiudere questa apertura e prevenire l’espansione del distacco.
Nei casi precoci, quando il distacco è ancora limitato o è presente solo la rottura senza sollevamento completo, si utilizzano tecniche minimamente invasive:
• Laser fotocoagulazione: crea piccole cicatrici intorno al foro, aiutando la retina a rimanere aderente al fondo dell’occhio.
• Crioterapia: applica il freddo nella zona del foro per ottenere un effetto simile al laser.
Se il distacco è più esteso, si ricorre a procedure chirurgiche sicure e collaudate:
• Pneumoretinopessia: indicata per rotture localizzate nella parte superiore della retina. Una piccola bolla di gas, inserita nell’occhio, spinge delicatamente la retina contro il fondo oculare. Dopo che la retina si è stabilizzata, si applica il laser intorno al foro per fissarla in modo duraturo.
• Cerchiaggio sclerale e indentazione: una piccola fascia esterna aiuta a sostenere la retina e favorire il riadattamento alla parete oculare. Se necessario, il liquido sottoretinico viene delicatamente drenato per consentire alla retina di aderire meglio, e si completa con il laser per stabilizzare la zona.
• Vitrectomia via pars plana: indicata nei casi più complessi o quando le rotture non sono visibili. Si rimuove una parte del vitreo che può tirare sulla retina e si riposiziona la membrana.
Dopo l’intervento, il paziente deve seguire alcune indicazioni semplici: mantenere la posizione della testa consigliata, evitare movimenti bruschi o traumi oculari e sottoporsi ai controlli programmati. Queste precauzioni aiutano la retina a fissarsi correttamente e favoriscono il recupero della vista.
Distacco trazionale
Poiché il distacco trazionale è causato dalla trazione esercitata da membrane fibrose all’interno dell’occhio, come può accadere nella retinopatia diabetica proliferante, il trattamento ha come obiettivo principale liberare la retina dalle trazioni e riportarla nella sua posizione corretta.
L’intervento più utilizzato è la vitrectomia via pars plana, durante la quale il vitreo viene rimosso delicatamente per liberare la retina. Se sulla superficie della retina sono presenti membrane fibrose o proliferazioni preretiniche, queste vengono rimosse con un peeling delicato, in modo da favorire il riadattamento della retina al fondo dell’occhio.
Per aiutare la retina a rimanere in sede mentre guarisce, spesso si utilizza un tamponamento intraoculare con gas o silicone (PDMS). In alcuni casi, quando le trazioni periferiche sono particolarmente forti, all’intervento si associa un cerchiaggio esterno, cioè una fascia posizionata intorno all’occhio che sostiene delicatamente la retina.
Dopo l’intervento, è importante seguire alcune semplici indicazioni: mantenere la posizione della testa consigliata, evitare movimenti bruschi o traumi oculari e rispettare i controlli programmati. Queste precauzioni aiutano la retina a fissarsi correttamente e favoriscono un recupero ottimale della vista.
Distacco essudativo
Poiché il distacco essudativo è causato dall’accumulo di liquido sotto la retina, spesso legato a infiammazioni, disturbi vascolari o tumori oculari, il trattamento ha come obiettivo principale ridurre o eliminare la causa del distacco.
In questo modo la retina può riadagiarsi correttamente sul fondo dell’occhio e riprendere la sua funzione normale.
L’approccio terapeutico viene scelto in base alla causa specifica e mira a stabilizzare la retina in modo sicuro, prevenendo ulteriori accumuli di liquido. Con un intervento tempestivo e adeguato, la maggior parte dei pazienti può preservare la vista e ridurre il rischio di complicazioni.
Prognosi
La prognosi del distacco di retina dipende principalmente dalla tempestività della diagnosi e dell’intervento. In generale, più rapidamente si interviene dopo la comparsa dei sintomi, maggiori sono le possibilità di preservare la vista e di ottenere un recupero visivo soddisfacente.
Oggi, grazie alle moderne tecniche chirurgiche e agli strumenti diagnostici avanzati, la maggior parte dei pazienti può ottenere risultati eccellenti, con un buon recupero della funzione visiva. Anche nei casi più complessi, l’approccio personalizzato permette di ridurre al minimo i rischi e di stabilizzare la retina in modo sicuro.
Seguire attentamente le indicazioni post-operatorie e sottoporsi ai controlli programmati è fondamentale per garantire che la retina rimanga ben aderente e per mantenere nel tempo una buona qualità visiva.
